Giovanni Nadiani, Piadina Blues. Altre storie da caBARet

Piadinablues-copertina

Pagine 124
Prezzo € 12,00
Isbn 9788895432168
Anno 2012
Collana Collezione romagnola
Copertina di Elisa Cesari

LIBRO ESAURITO.

Maridês o acumpagnês l’è e’ fat dla galena e dla ghéba: cvânt ch’l’è fura, la zérca d’andêi in dentar, e cvânt ch’l’è d’dentar, la zérca d’dê fura… Sposarsi o accompagnarsi è il fatto della gallina e della gabbia: quando è fuori cerca di entrarvi, e quando è dentro, cerca di uscire…

Se si dice “Romagna” si pensa a un Eldorado della tradizione, imbevuto di sole, campi fertili, mare, liscio, gente allegra e buona cucina; e, nello stesso tempo, a una terra dominata dai culti pagani del cibo, del vino e del sesso.
Ma la Romagna di oggi è davvero ancora così, ammesso che così sia stata in un indefinito passato? La risposta, Nadiani, ce la fornisce raccontando, con la perizia dell’antropologo e l’arguzia dell’indigeno, un convincente numero di “scene” tratte dalla realtà romagnola quotidiana.
Si “scopre” allora che in Romagna si chatta, che il nostro vicino ha trovato moglie (rigorosamente straniera) grazie alla Rete, che i romagnoli sono ormai irrimediabilmente alle prese con cellulari, redditometri, open day, catastrofi di borsa, chirurgia plastica, privacy e password. Incontriamo in queste pagine badanti ucraine in carriera, persone affette da mal d’outlet, altre che dissertano di social (anzi soc-mal) network.
Senza dimenticare, però, le vecchie sane pratiche: l’amore per il cibo, l’amore e basta, la passione per il ballo, la propensione verso gli aspetti materiali della vita e quella scaltrezza che – in un rocambolesco ribaltamento dei ruoli – consente al vecchietto di truffare la finta promotrice finanziaria venuta a buggerarlo.
Tanti piccoli pezzi di quel teatro che è il mondo, insomma, raccontati nella lingua madre (il romagnolo, ovviamente, con traduzione a fronte), per ridere un po’ amaro e riflettere su dove stiamo andando, noi romagnoli/italiani, a tempo di blues.

Giovanni Nadiani, docente universitario e “artigiano della parola”, è autore di numerosi volumi di poesia (tra cui Guardrail, Pequod 2010), narrativa breve (Spiccioli, Mobydick 2009), cabaret (Low Society, Carta Canta 2010), e di traduzioni (Uomo in mare di Günter Kunert, Mobydick 2010). Con la band blue-jazz Faxtet ha inciso cinque cd poetico-musicali diventati spettacoli itineranti. Da diversi anni scrive anche per il teatro ed è considerato l’“inventore” di quel particolare genere di storie orali da lui definito DialetKabarett.

Rassegna
Settesere 25-8-2012
La ludla 1-2013
Corriere Romagna 14-1-2013