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Michele Antonellini, ragioniere poi laureato in
Conservazione dei Beni Culturali, scrittore per passione e ricercatore
musicale, fonda a gennaio 2007 la casa editrice Discanti per un banale, ma
incontrollabile e inevitabile, amore per il libro.
Il discanto è una «pratica polifonica medievale in cui le
voci procedono secondo il principio del moto contrario, in modo cioè che se una
voce sale l’altra discende e viceversa» (così recita l’immarcescibile
Garzantina musicale che Michele tiene sempre a portata di mano nel suo studio).
Per chi non avesse capito, occorre precisare che la parola
«discanto» deriva da un calco latino sul greco «diafonia», ovvero «canto di
traverso».
Una stonatura, insomma.
Michele decide di chiamare la sua casa editrice Discanti per
ironizzare sulla sua passione musicale, sulle sue velleità canore, per
ammettere che è un bell’azzardo partorire un nuovo soggetto editoriale
nell’Italia dei non lettori.
Un moto contrario davvero.
È bene chiarire, comunque, che Discanti non si occupa
particolarmente di musica (uno degli obiettivi, naturalmente, ma uno fra molti
altri): l’identità dell’editore comincia a prendere forma nelle collane,
elencate nell’apposita sezione del sito. Le collane di Discanti si caratterizzano per una rottura
della tradizionale separazione tra i generi: narrativa, saggistica, manualistica si mescolano con irriverenza all'interno della stessa collana o addirittura dello stesso libro.
Per l’identità del titolare, Michele Antonellini, rivolgersi
invece al sito www.micheleantonellini.it.
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